“Il guru è un fiume di conoscenza” • Swami Rama

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Brano Tratto da “La mia vita con i Maestri Himalayani” di Swami Rama

Il guru è un fiume di conoscenza

Il termine “guru” è talmente inflazionato che la cosa a volte mi ferisce. È una parola talmente nobile, così meravigliosa. Dopo che vostra madre vi ha dato alla luce e i vostri genitori vi hanno allevato, a prendersi cura di voi è il guru, che vi aiuta a realizzare lo scopo della vita. Anche se io sono un uomo molto cattivo e, nonostante ciò, c’è qualcuno che mi chiama “guru”, devo diventare il migliore tra gli uomini per quell’unica persona che si aspetta questo da me. Un guru è cosa diversa da un insegnante. Il suono guru è composto da due parole, gu e ru. Gu significa “oscurità”, ru significa “luce”; colui che disperde l’oscurità dell’ignoranza è detto guru. In Occidente spesso si abusa di questa parola. In India il termine “guru” viene usato con grande rispetto ed è sempre associato alla santità e alla più alta saggezza. Si tratta di un termine molto sacro. Raramente viene usato da solo, quasi sempre è accompagnato dal suffisso deva. Deva significa “essere luminoso” e un maestro illuminato o un guru è chiamato gurudeva.

C’è una grande differenza tra un insegnante ordinario e un maestro spirituale. Tutti i seguaci di un guru, quale che sia la loro età, sono per lui dei bambini. Li nutre, offre loro rifugio e impartisce loro degli insegnamenti, senza aspettarsi nulla in cambio.

Chiesi al mio maestro: “Perché un guru fa tutto questo?”.

Egli rispose: “Non ha altri desideri, se non quello di insegnare agli aspiranti che sono pronti. Se non facesse questo, che altro dovrebbe mai fare?”.

Quando uno studente va da un guru, porta con sé una fascina di rami secchi. Con reverenza e amore si inchina e dice: “Ecco, questa è la mia offerta”.

Questo indica che si sta abbandonando completamente, con l’unico desiderio di conseguire la più alta saggezza.

Il guru brucia quei rami e dice: “Ora ti guiderò e ti proteggerò”. Poi inizia lo studente a vari livelli e gli dà una disciplina da praticare. La relazione guru-discepolo è così pura, che penso non ci sia nessun’altra relazione che si possa nemmeno lontanamente paragonare a questa. Ogni cosa che il guru possiede, persino il suo corpo, la sua mente e la sua anima, appartiene ai suoi studenti; ma se per caso ha qualche strana abitudine, appartiene solo a lui.

Il guru affida al discepolo una parola, dicendo: “Questa sarà per te un’eterna amica. Ricordala. Ti aiuterà”. Questa è la cosiddetta iniziazione al mantra. Poi egli spiega come usare il mantra, che serve a eliminare gli ostacoli.

Poiché lo studente ha desideri e incontra molte difficoltà, non sa come prendere adeguate decisioni. Così, il guru gli insegna come decidere e come rimanere pacifico e tranquillo: “Qualche volta hai nobili pensieri, ma non li metti in atto. Vieni, rendi la tua mente focalizzata. Sei potente e le mie benedizioni sono con te”.

Il discepolo cerca di fare del suo meglio per dargli qualcosa in cambio, ma non può, perché il guru non ha bisogno di nulla. Un essere così compassionevole attrae inevitabilmente la nostra attenzione, poiché ci sbalordisce e pensiamo: “Perché sta facendo così tanto per me? Che cosa vuole da me?”.

In realtà, egli non vuole nulla, poiché quello che sta facendo è il suo dovere, lo scopo della sua vita. Se ci guida, non lo fa per ottenere qualcosa in cambio, sta solo facendo il suo lavoro. Non può vivere senza compiere il suo dovere.

Tali persone sono chiamate guru. Guidano l’umanità. Come il sole risplende pur rimanendo alto nel cielo, così il guru dona il suo amore spirituale mantenendo un certo distacco. Il guru non è un essere fisico. Coloro che pensano al guru considerandolo nella sua forma fisica, o come essere umano, non comprendono a fondo il significato del termine “guru”. Se un guru giunge a pensare che il potere fisico che ha è suo, allora non è più una guida. Il guru è una tradizione; è un flusso di conoscenza. Quel flusso di conoscenza scorre attraverso molti canali.

Anche Cristo ha detto questo quando ha guarito le persone e queste l’hanno chiamato Signore: “Tutto questo avviene a causa di mio Padre; io sono solo un canale”.

Nessun essere umano può mai diventare un guru, ma quando un essere umano acconsente a essere usato come canale per ricevere e trasmettere il Potere dei Poteri, allora ciò accade. Per fare questo, un essere umano deve imparare a essere altruista.

Generalmente l’amore è misto all’egoismo. Ho bisogno di qualcosa, così dico: “Ti amo”. Tu hai bisogno di qualcosa, così mi ami. Questo è ciò che generalmente intendiamo con “amore” nel mondo, ma il vero amore c’è solo quando si compiono le azioni altruisticamente in modo spontaneo, senza aspettarsi alcuna ricompensa. I veri guru non possono vivere senza altruismo, poiché l’amore altruista è la base stessa del loro stato di Illuminazione. Irradiano vita e luce dagli angoli più remoti e sconosciuti del mondo. Il mondo non li conosce ed essi non vogliono riconoscimenti. Non credete mai a nessuno, che venga a chiedervi: “Adoratemi”. Nemmeno Cristo e Buddha l’hanno voluto.

Non dimenticate mai che il guru non è la meta. In guru è come un battello per attraversare il fiume. È molto importante avere un buon battello ed è molto pericoloso avere un battello che fa acqua. Tuttavia, dopo che avrete attraversato il fiume non dovrete più aggrapparvi alla vostra barca e certamente non la adorerete.

Molti fanatici pensano che dovrebbero adorare il guru. Un guru dovrebbe ricevere il vostro amore e il vostro rispetto: questo è ben diverso dall’adorazione. Se il mio guru e il Signore venissero entrambi da me, io andrei prima dal mio guru e direi: “Grazie molte. Mi ha i presentato al Signore”. Non andrei dal Signore a dire: “Grazie molte, Signore. Mi hai dato il mio guru”.

 

Nell’anno 2025 ricorre il Centenario della nascita del nostro Maestro Swami Rama. Per ricordarlo e onorare i suoi insegnamenti, fino alla fine dell’anno leggeremo ogni mese alcuni brani dai suoi libri. A Marzo ci siamo dedicati alla lettura di brani da “La Mia Vita coi Maestri Himalayani”. Per maggiori informazioni sul Centenario, potete leggere qui.