“Impara a donare” • Swami Rama

654 368 Himalayan Yoga Institute

Brano Tratto da “La mia vita con i Maestri Himalayani” di Swami Rama

Impara a donare

Quasi tutti i bambini sono egoisti per natura e non vogliono dare nulla agli altri. Io fui addestrato a rovesciare questa tendenza.

Sulle montagne ero solito fare un solo pasto al giorno. Mi venivano dati un chapati, della verdura e un bicchiere di latte.

Un giorno, quand’era quasi l’una, mi lavai le mani, mi sedetti e mi venne servito il cibo. Recitai una preghiera di ringraziamento e mi apprestai a mangiare, quando il mio maestro entrò e disse: “Aspetta!”.

“Che succede?” chiesi.

“È arrivato un anziano swami. È affamato e devi dargli il tuo cibo”, rispose il mio maestro.

“No”, ribattei. “Non glielo darò, neanche se è uno swami. Anch’io sono affamato e non avrò più cibo fino a domani”.

Egli insistette: “Non morirai. Daglielo, e non farlo semplicemente perché te lo sto ordinando. Daglielo come un’offerta d’amore”.

Io replicai: “Ho fame. Come posso provare amore verso qualcuno che mangia il mio cibo?”. Quando vide che non poteva convincermi a offrire il mio cibo allo swami, disse: “Ti ordino di dargli il tuo cibo!”. Lo swami entrò. Era un vecchio con la barba bianca. Indossava solamente una coperta, aveva un bastone da passeggio e dei sandali di legno ai piedi, viaggiava tutto solo per le montagne.

Il mio maestro gli disse: “Sono così contento che tu sia arrivato. Vorresti benedire questo bambino per me?”.

Ma io risposi: “Non ho bisogno della tua benedizione. Ho bisogno di cibo. Sono affamato”.

Il mio maestro disse: “Se perdi il controllo in questo momento di debolezza, perderai la battaglia della vita. Ti prego, offri il tuo cibo allo swami. Innanzitutto dagli l’acqua e poi lavagli i piedi”.

Feci come mi era stato detto, ma non l’apprezzai né compresi il significato di quello che mi era stato detto. Lo aiutai a lavarsi i piedi e poi lo invitai a sedersi e gli offrii il mio pasto. Più tardi scoprii che non toccava cibo da quattro giorni.

Egli mangiò e disse: “Che Dio ti benedica! Non avrai mai più fame fino a che non ti verrà messo davanti del cibo. Questa è la mia benedizione”.

La sua voce risuona ancora nelle mie orecchie. Da quel giorno mi sono liberato di quel famelico desiderio di cibo, che così spesso era stato all’origine delle mie voglie infantili.

Esiste un sottile confine tra egoismo e altruismo, tra amore e odio. Dopo averlo attraversato, si gioisce nel fare del bene agli altri, senza chiedere nulla in cambio. Questa è la più sublime di tutte le gioie ed è un passaggio essenziale nel cammino verso l’Illuminazione. Un uomo egoista non potrà mai immaginare questo stato di realizzazione, poiché rimane all’interno dei limitati vincoli costruiti dal suo ego. Un uomo altruista addestra il suo ego e lo usa per scopi superiori.

L’altruismo è una delle caratteristiche comuni a tutti i grandi uomini e alle grandi donne della storia. Non si può ottenere nulla senza altruismo. Tutti i rituali e la conoscenza delle Scritture sono inutili, se le azioni non vengono eseguite senza altruismo.

Nell’anno 2025 ricorre il Centenario della nascita del nostro Maestro Swami Rama. Per ricordarlo e onorare i suoi insegnamenti, fino alla fine dell’anno leggeremo ogni mese alcuni brani dai suoi libri. A Marzo ci siamo dedicati alla lettura di brani da “La Mia Vita coi Maestri Himalayani”. Per maggiori informazioni sul Centenario, potete leggere qui.