Mantra Akhanda-mandalakaram • Pratica per il 2025

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Swami Ritavan Bharati, in sentito tributo al nostro Gurudeva in occasione del centesimo anniversario della sua nascita, ha invitato amorevolmente i membri del sangha a recitare il mantra Akhanda-mandalakaram in silenzio nel loro cuore come preghiera o, se possibile, a offrire una o più mala del mantra. Questa pratica si aggiunge alle pratiche di japa e meditazione per tutti gli iniziati che hanno già un mantra personale.

Tutto il sangha, gli inziati e studenti della Tradizione Himalayana si impegneranno collettivamente nella pratica dell’Akhanda-mandalakaram mantra per l’anno 2025-2026  fino all’AHYMSIN Sangha Gathering di Marzo 2026.

Per maggiori informazioni sul Centenario, potete leggere qui.

Mantra Akhanda-mandalakaram

अखण्डमण्डलाकारम् व्याप्तम् येन चराचरम्।

तत्पदम् दर्शितम् येन तस्मै श्री गुरवे नमः॥

Akhaṇḍa-maṇḍalākāram vyāptam yena carācaram

Tat padam darśitam yena, tasmai śrī gurave namah

Saluto con devozione il Guru benevolo che mi ha rivelato Quello stato,
che pervade l’intero cerchio ininterrotto (della creazione), in movimento e allo stesso tempo immobile.

अखण्डमण्डलाकारम् व्याप्तम् येन चराचरम्।

Akhaṇḍa-maṇḍalākāram vyāptam yena carācaram

(Che) pervade l’intera forma ininterrotta del cerchio (della creazione), in movimento e immobile.

तत्पदम् दर्शितम् येन तस्मै श्री गुरवे नमः॥

Tat padam darśitam yena, tasmai śrī gurave namah

Saluti a quel bellissimo e benevolo Guru attraverso il quale mi è stato rivelato questo stato.

Akhanda-mandalakaram

Akhanda

Indiviso, indivisibile, ciò che non è costituito da parti rimane sempre uno, intero e completo. Grazie a questa invocazione, alla sua presenza in noi, tutte le divisioni e le illusioni delle nostre menti e forze spirituali si riprendono e scoprono la propria indivisibilità interiore e riscoprono che siamo fatti di oggetti composti da una parte nella quale ci identifichiamo e che non sono le parti dell’unica, indivisa, indivisibile, essenza spirituale.

Mandala

Ciò che impreziosisce tutte le forme e le essenze. L’ordito e la trama costituita da linee, raggi e fili di shakti che emanano da un punto di energia simile al sole e alla luna, lungo i quali si costituiscono gli universi, le forme e gli esseri e che, come tutte le forze centripete e centrifughe, ritornano allo stesso. Decorato e abbellito da questi disegni, ma senza diventare parti, divisibili. L’unico insieme completo.

Akaram

Colui che chiamiamo akaram adhya. Colui che invitiamo, colui la cui akararama, presenza, invochiamo e uniamo alla nostra presenza, alla nostra essenza. La cui immagine e forma non sono altro che la struttura indivisibile di tutte le shakti.

Vyaptam yena characharam

Vyaptam

Per mezzo di chi, di colui la cui dimora è nel bija mantra Yam nel centro del cuore. È il luogo in cui le forze ascendenti e discendenti si uniscono in triangoli ascendenti e discendenti. Quello che è nada, il suono, una vibrazione sonora impercettibile di tale unione tra le forze ascendenti e discendenti. Yena da cui il suono (vyaptam) è pervaso, è permeato. Il vyaptam è colmato in tutte le sue varietà. È reso nobile e saggio attraverso tutti i suoi vidya, scienze, livelli di conoscenza.

Yena

Yena da cui è permeato, pervaso, colmato di nobiltà, conoscenza e saggezza e in tutti i modi (vyaptam).

Characharam

Tutto ciò che si muove, tutto ciò che è immobile, tutto ciò che si muove è il mondo delle energie che hanno il vero movimento, che hanno la vibrazione, che non si limitano a dare l’ impressione di muoversi, ma che muovono tutte le altre cose che sono acharachara, che non si muovono da sole, che non hanno il potere, la forza, la conoscenza, la saggezza, la coscienza, la consapevolezza, per muoversi da sole. Il cui movimento dipende solo dalle forze in movimento, achara. Immobili come il nostro corpo, come le nostre ossa, come il sangue, come il nostro cervello, che sono achara e non si muovono, non possono muoversi senza le forze chara. Le forze della divinità che vagano, viaggiano e attraversano tutte queste forme e le fanno muovere. Così il chara e l’achara, entrambi parti del mio essere, del tuo essere, del nostro essere, dell’essere universale, della nostra essenza più profonda, sono tutti vyaptam pervasi, permeati da quel maha nada, quel suono che risiede nel cuore, dove si incontrano le forze ascendenti e discendenti. Si tratta di un suono la cui forma, configurazione è l’ornamento indivisibile, le linee e i fili armoniosi, centripeti e centrifughi, dell’energia e del potere.

Tat padam darshitam yena

Tat padam

Quel pilastro, quella base, quello stato di coscienza, quel livello di consapevolezza che si esprime con la parola tat. Come in tat savitur varenyum, come in tat tvam asi. Colui che mi ha mostrato il significato di quel livello, di quello stato di consapevolezza che è il vero significato della parola tat. Colui che mi ha mostrato il significato della parola Quello. Tat padam darshitam yena….

Darshitam
Mi è stato mostrato.

Yena
Da Lui. Da quella forza, da quel suono interiore che è la concentrazione della vibrazione di tutti i
mantra.

Tasmai shri guruave namah.

Tasmai

A quello.

Shri Gurave namah

A questo Shri Guru, l’unico. Gu, oscurità, ru, colui che rimuove. Colui che rimuove l’oscurità grazie alla presenza della forza chiamata Shri, che è il principio e la forza divina di ogni bellezza. La cui splendida bellezza dà rifugio, ashraya, a tutti gli esseri, a tutti i livelli di essenza. A colui che rimuove le tenebre grazie alla luce della bellezza. La bellezza della Madre Divina. A quella namaha. In quell’unica persona io fondo tutti i miei esseri esteriori e dico loro non mio, non mio, non mio. Non mio il corpo, non mie le membra, non miei gli organi, non miei i sensi, non mie le emozioni, i sentimenti, le sensazioni. Non mio l’intelletto, l’intuizione, il dubbio, la risoluzione, non mio. L’intento, la dichiarazione, l’affermazione che io sono, non sono miei. A lui abbandono tutte le mie rivendicazioni di ego. Namaha. L’ultimo suono ma, ha. Il rilascio dell’energia. Possa io, attraverso questa resa, trovare in me stesso il distacco. Liberazione di quell’energia che ho tenuto bloccata e a causa della quale mi sono sentito bloccato nella mia vita. Nei miei sforzi, nelle mie imprese. Ero bloccato perché non mi ero arreso alla mia mente.
Avendo arreso la mia mente, dico namaha. Questa è la natura, questo è il significato della mia resa, del mio omaggio, delle mie prostrazioni. Prendo tutte queste rivendicazioni e le brucio. Tutto il mio ego e lo brucio nel fuoco di quell’essenza che è l’indivisibile, la sistemazione dell’universo in tutte le sue varie forme. Che permea e infonde a tutte le cose immobili la parvenza del movimento. Per la cui presenza, per la presenza di questa forza, per la grazia di questa forza, mi è arrivato il significato del vero pilastro, mi è diventato noto. Mi arrendo. Brucio il mio essere come offerta a quel fuoco.